Audizione in Commissione Igiene e Sanità
– Senato della Repubblica-
05-11-2002
Onorevole Presidente, Onorevoli Senatrici e Senatori,
rappresento l’Associazione Margherita – O.N.L.U.S. Riproduzione e benessere formata principalmente da coppie che condividono problemi di infertilità.
La nostra Associazione, assieme a un cartello trasversale agli schieramenti politici formato da più di 50 associazioni, è impegnata nella lotta contro la legge sulla PMA già approvata alla Camera.
Riteniamo questa legge contro le libertà individuali e le famiglie , discriminatoria tra i cittadini e tra i sessi, lesiva della laicità dello Stato e del diritto alla libertà di coscienza dei cittadini.
Punisce e discrimina il desiderio di procreare che appartiene alla sfera più intima delle persone, facoltà preziosa sia individualmente che socialmente.
Il nostro invito a questa Commissione è a riflettere e intervenire su alcune norme che la legge introduce.
1) Divieto di fecondazione eterologa
Una diagnosi di sterilità assoluta è un evento devastante per una persona e che spesso arriva a seguito di altre gravi patologie quali, per citarne alcune, asportazione delle gonadi per motivi oncologici, chemioterapie prolungate.
Con questa legge la facoltà di desiderare un figlio viene negata comunque solo sul suolo italiano con la diretta conseguenza della nascita della migrazione sanitaria verso gli altri paesi dove la donazione di gameti è consentita. Ciò sarà maggiormente gravoso economicamente e quindi discriminatorio nei confronti delle fasce più deboli e meno abienti e soprattutto avrà come effetto perverso l’attuazione del pericolo che la legge cerca di scongiurare: qualora fosse indispensabile conoscere i dati anagrafici del donatore, (ad esempio per ottenere da lui o da eventuali altri figli, midollo osseo compatibile con il proprio), la coppia italiana dovrà rivolgersi all’estero dov’è avvenuto il trattamento di PMA e nel caso in cui la legislazione locale non lo impedisca esplicitamente, dovrà ricorrere al giudice (straniero) con prevedibili maggiori spese, difficoltà e con risultati diversi a seconda del paese.
Poiché per natura è sempre possibile la non appartenenza biologica al partner maschile, infatti la madre può sempre ottenere una gravidanza attraverso un rapporto non protetto con un estraneo alla coppia, la legge interviene discriminando su una possibilità di natura e sanziona il medico che pratica l’eterologa portando come prova di tale tecnica la nascita di un bimbo con patrimonio genetico non compatibile con il padre.
Tutto questo a fronte dell’art. 254 c.c. dov’è espresso come lo stato giuridico di padre si acquista con una manifestazione di volontà di chi si riconosce come genitore e dove non è necessario dimostrare di essere il genitore biologico.
2) Limite al numero di embrioni producibili – Divieto alla crioconservazione (art. 14)
Secondo la norma non possono essere fecondati più di tre ovociti per ogni ciclo di concepimento assistito. Ciò significa ridurre drasticamente le possibilità di successo dei trattamenti. In pratica ogni donna dovrebbe triplicare i cicli di PMA per ottenere le stesse percentuali di gravidanza con il conseguente aumento dei rischi, minimi, ma purtoppo sempre possibili, dell’insorgenza di sindrome da iperstimolazione ovarica, rischi chirurgici legati al prelievo degli ovociti e dei disagi, sempre presenti, legati alla massiccia assunzione di ormoni, allo stress dei controlli e dei prelievi, al delicato stato psicologico delle pazienti in trattamento.
Questo articolo impone alle pazienti rischi e disagi evitabili e ai medici impone di operare secondo una metodologia che diminuisce le possibilità di successo mettendo in atto per legge situazioni di malsanità.
Noi siamo convinti che i figli nascano dal cuore molto tempo prima del loro concepimento, porre gli zigoti come barriera alla crioconservazione sarà etico per i cattolici che vedono nell’ovocita fecondato l’origine della vita, ma certamente non lo è nei confronti di tutti gli altri cittadini che non condividono tale visione. La scienza conferma che i cosiddetti “zigoti” si distinguono dagli embrioni per il fatto che il patrimonio genetico della coppia non si è ancora fuso formando un nuovo e originale patrimonio genetico.
In uno Stato democratico ogni persona deve essere libera di avere e professare la propria morale, ma non di imporla con una legge.
La limitazione alla produzione di tre embrioni che dovrebbe servire solo a eliminare la possibilità dell’insorgenza di gravidanze plurigemmelari, con gravi rischi per la madre e per i nascituri, è funzionale invece solo al rafforzamento del divieto alla crioconservazione voluto solo per questioni etiche dai cattolici. Ciò indurrà le pazienti a sottoporsi a più cicli terapeutici per produrne altri o, più probabilmente, a rinunciare a tali terapie se la condizione economica sarà tale da impedire loro l’accesso ai trattamenti nei paesi dove la crioconservazione è possibile.
Tutto ciò appare nettamente in contrasto con la tutela della salute della donna prevista dal nostro dettato costituzionale.
3) Consenso informato (art. 6)
In questo articolo relativo al “consenso informato”, atto con il quale il paziente, dopo essere stato informato dal medico sulle prospettive di successo della tecnica, dei rischi e dei costi che essa comporta, manifesta la volontà di sottoporsi o non sottoporsi alla tecnica emergono due notevoli incongruenze: ·
In questo modo l’Istituto dell’adozione viene proposto dallo Stato come un succedaneo, una seconda scelta alla quale è invitata la coppia infertile. L’adozione è ben altro: è donazione incondizionata del proprio amore e di quello della propria famiglia a un minore che parte svantaggiato, che ha già sofferto, è accoglimento senza riserve, è tanto altro ancora ma mai dovrà essere una scelta di cui avvalersi solo in caso di infertilità e peggio ancora in sostituzione di altro.
Ciò significa che non è contemplato il caso in cui ad esempio una donna potrebbe volontariamente non recarsi al centro medico per il trasferimento degli ovociti fecondati.
Ne consegue una vacanza di norme:
- Verrà istituita una “Polizia Sanitaria” allo scopo di far eseguire coercitivamente alle pazienti il trasferimento?
- Sarà questo possibile in presenza dell’art. 32 della Costituzione che dispone: “La legge non può in nessun modo violare i limiti imposti al rispetto della persona umana”?
- Non è forse contrario alla dignità umana una disposizione di legge che impone la maternità contro la volontà della donna?
Appare evidente che questa disposizione per la sua illogicità è funzionale e finalizzata a impedire solo qualsiasi possibilità di crioconservazione.
4) Regolamentazione delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di PMA
Da anni le associazioni di pazienti si battono affinché vengano istituzionalizzati i requisiti dei Centri e che questi rendano trasparente la propria attività evitando alle coppie infertili il costoso pellegrinaggio in termini psicologici, di salute, economici tra Centri non sempre idonei e tra i venditori di fumo. Dunque si è favorevoli ai due punti Autorizzazioni e Registro. E’ tuttavia inconcepibile che vengano trattati “in fondo” alla legge in discussione che di per sé è una legge contro le donne e contro la quale noi lottiamo.
Riteniamo che questa legge così com’è concepita ottenga una casistica minuziosa ma sempre insufficiente per la varietà dei comportamenti umani che possono essere messi in atto e sia capace invece di produrre effetti perversi e disastrosi. Queste caratteristiche la rendono un giogo insopportabile per le coppie infertili. Nel nostro Paese una famiglia su sei ha problemi di infertilità e l’approvazione di questa legge non passerà certo inosservata a tanta parte di popolazione e alle loro famiglie.
Il nostro impegno in questa lotta non è disgiunto a quello che abbiamo impiegato o impieghiamo per vedere realizzato il nostro desiderio di veder nascere quel figlio che da tanto tempo è già nato dentro noi e che questo Paese vuole ora vietare per legge.
Presidente
Associazione Margherita O.N.L.U.S.
Riproduzione e benessere
Per informazioni scrivi a info@in-fertility.it