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ADESSO CHE LA LEGGE C'E'

Adesso che la legge 40/2004 che detta norme sulla fecondazione assistita sta diventando operativa, comincio a notare alcune strane posizioni.

Qualcuno ora dice che questa legge ha dei margini di positività, che lascerebbe una certa libertà ai medici e così via.

In realtà questa legge è esattamente quello che avevamo combattuto.

Una legge che non si può definire con degli slogans, ma sicuramente un appellativo se lo merita: liberticida.

A me piacerebbe discutere anche di chi ha le colpe, di chi si è dato da fare a cercare punti di incontro con i cosiddetti cattolici, perché non ci siamo confrontati con il massimo di libertà operativa della PMA che è espressa dalla legislazione inglese?

Perché si è avvallato con posizioni mistificanti il ricorso nell’eterologa alla produzione di embrioni?

Perché non si è mai pensato di salvaguardare i portatori di patologie genetiche o virali?

Ognuno a teso a salvaguardare la sensibilità dei propri alleati “osservatori vaticani”, piuttosto che il principio liberale e democratico che fa si che la medicina operi secondo scienza e coscienza.

Così ci ritroviamo una legge che sembra scritta da uno stato confessionale dove sono perseguibili anche i reati di opinione per chi pubblicizza la commercializzazione degli embrioni.

Ma chi li ha mai venduti gli embrioni? Nessuno.

Questo è uno di quegli argomenti ingannevoli che hanno fatto dire che era giusto punire chi commercializza e pubblicizza gli embrioni.

Lo stesso per tante altre questioni come “le mamme nonne”.

Questa legge è una brutta legge e dobbiamo moltiplicare gli sforzi per cambiarla radicalmente.

I politici sono impegnati a spartire le poltrone per i posti negli enti locali e al parlamento europeo.

Anche per questo hanno avuto fretta ad approvare la legge sulla PMA, dovevano dare il buono esempio a paesi cattolici quali la Spagna o la Germania.

Questa battaglia la si vince conquistandosi le persone singolarmente, parlando delle ragioni che ispirano un movimento liberale e libertario.

Scendiamo tutti in campo, facciamo prevalere i principi giusti che danno libertà di scelta alle coppie e ai singoli.

Non fermiamoci, non perdiamo tempo sul da farsi, facciamo ognuno secondo i propri modelli culturali.

Vedremo così crescere un movimento che porterà ad un nuova legge.

Dott. Angelo Gabriele Aiello


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