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A proposito di statistiche

Non mi sembra il caso di dilungarmi sulla parzialità o imparzialità delle scienze statistiche, mi sembra piuttosto utile riflettere sul valore della divulgazione di dati statistici intorno alla buona riuscita delle tecniche di fecondazione assistita.

Molti utenti si lamentano perché i centri di PMA non divulgano i risultati in termini statistici sulle percentuali di riuscita dei casi trattati. Alcuni centri invece si vantano di raggiungere risultati strepitosi.

Io credo che sia meglio attenersi al piano di realtà. Credo che ogni tentativo sia un caso clinico particolare e per quanto possa essere inserito in un contesto generale diventa difficile per chi si sottopone alla PMA pensare in termini statistici. Per elaborare un campione statistico di un certo rilievo occorre tener conto di alcune fascie di appartenenza: l'età, tipo di tecnica usata, e qualità del centro.

La fascia di età è molto importante poiché una cosa è praticare una PMA in una donna di 25-35 anni una cosa è praticare la stessa in una donna di 45-50 anni o in donne con menopausa. Non tanto per un discorso fisico che viene supportato con terapie ormonali, quanto per il tipo di atteggiamento emotivo e psicologico che fa sentire le donne dopo i 40 anni all’ultima spiaggia e quindi aumenta l’ansia in maniera negativa.

Quello che suona strano è che come è possibile ottenere percentuali elevate di successo quando su 100 donne al di sotto dei 35 anni solo 32 rimangono incinta. Dati di qualche anno fa dicono che con le tecniche di PMA sempre tenendo conto del campione sopraccitato solo il 15 per cento hanno successo per ridursi al 12 per cento nei casi di embrioni congelati.

Vi è il sospetto che i calcoli in termini di percentuali vengano effettuati non sulle gravidanze arrivate al termine bensì sulle gravidanze diagnosticate dopo la fecondazione assistita.

L’invito è a diffidare dei dati statistici divulgati con tanta facilità dai midia e a orientarsi piuttosto su quelle indicazioni che provengono dal mondo scientifico o dal ginecologo di fiducia.

Andiamo pure all’estero, ma senza illusioni. All’estero le difficoltà aumentano per motivi di lingua e di soggiorno nonché di trasporto. Per questo quando una coppia ha stabilito un rapporto di fiducia con il proprio centro di fecondazione assistita in Italia si affidi a questi anche nella trasferta all’estero.

 


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